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    <title>commedia dell’arte</title>
    <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/229</link>
    <description>Voci di indice</description>
    <language>fr</language>
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      <title>Italianité et plurilinguisme dans les comédies du recueil Gherardi</title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/2301</link>
      <description>L’articolo esplora il concetto di italianità e plurilinguismo nelle commedie della raccolta Gherardi e s’interroga sulla nascita di clichés sugli attori italiani nel panorama teatrale della Parigi barocca. Il teatro italiano in Francia, spesso ridotto alla commedia dell’arte, viene presentato in questo contesto come una forma d’arte caratterizzata da improvvisazione e un gioco linguistico tra italiano e francese. Tuttavia, la raccolta Gherardi filtra e adatta l’italiano per il pubblico francese, appianando le peculiarità dialettali e creando un’immagine idealizzata dell’italianità. Il plurilinguismo non solo riflette le competenze linguistiche degli attori, ma diventa anche un mezzo di legittimazione artistica e tecnica rispetto ai rivali francesi, in una triangolazione che mette in gioco la Comédie-Italienne, la Comédie-Française e il teatro dell’Opera. The article explores the concept of italianità and multilingualism in the comedies of the Gherardi collection, examining the origins of clichés about Italian actors in the theatrical scene of Baroque Paris. Italian theatre in France, often reduced to commedia dell’arte, is presented in this context as an art form characterized by improvisation and linguistic play between Italian and French. However, the Gherardi collection filters and adapts Italian for the French audience, smoothing out dialectal peculiarities and creating an idealized image of italianità. Multilingualism not only reflects the actors’ linguistic skills but also becomes a means of artistic and technical legitimization in relation to their French rivals, in a triangulation involving the Comédie-Italienne, the Comédie-Française, and the Opera theatre. </description>
      <pubDate>lun., 03 févr. 2025 23:10:44 +0100</pubDate>
      <lastBuildDate>ven., 28 août 2026 09:11:31 +0200</lastBuildDate>
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      <title>Per un ritratto dell’Arlecchino Tristano Martinelli</title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/992</link>
      <description>Nelle trattative per costituire la compagnia teatrale da mandare in Francia per la tournée del 1620-21, dopo l’invito di Luigi XIII, l’Arlecchino Tristano Martinelli fa da intermediario tra la Francia e le relative compagnie italiane (Mantova e Firenze). Tanto dalle sue lettere, scambiate con altri comici, che dalla commedia del collega Giovan Battista Andreini (Lo schiavetto del 1620) in cui Martinelli incarna la figura ambivalente di Nottola, si cerca di ricostruire il carattere scenico e civile del famoso attore dell’arte. Si tratta anche di valutare l’incidenza della composizione della compagnia della tournée sulla nuova stesura de Lo schiavetto del 1620.  When king Louis XIII of France asked for an italian theatre company to come in 1620-1621, the zanni from Mantova Tristano Martinelli, as kown as Arlecchino, became the main fulcrum of the very long discussions about which actors and which company should go to France with him. From Martinelli’s letters and from the comedy Lo schiavetto by Giovan Battista Andreini - the main character of which was actually Martinelli as Nottola - we can learn very much of Tristano Martinelli’s personality. It’s also possible to get some informations about the impact of this specific company on Andreini’s new version of the comedy. </description>
      <pubDate>lun., 02 juil. 2018 21:01:41 +0200</pubDate>
      <lastBuildDate>mer., 14 déc. 2022 11:47:13 +0100</lastBuildDate>
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      <title>Per scherzo o sul serio? Bertoldo di Giulio Cesare Croce e il suo lettore russo nel XVIII secolo</title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/219</link>
      <description>Il romanzo di Giulio Cesare Croce Le sottilissime astuzie di Bertoldo, uscito per la prima volta nel 1606, divenne subito un bestseller e lo rimase a lungo. Abbastanza presto, il testo acquistò notorietà anche fuori dall’Italia. La storia delle sue traduzioni e dei suoi rifacimenti in molte lingue – greco, portoghese, spagnolo, francese, tedesco, romeno, inglese, bulgaro ecc. – è già stata indagata, ma solo negli ultimi anni si è cominciato a far luce sul destino di questo testo. Le prime traduzioni manoscritte – se ne conoscono per lo meno due – sono comparse in Russia negli anni Quaranta del Settecento. Anche se inedite, esse sono circolate con successo nella letteratura popolare fino alla fine del Settecento e perfino nell’Ottocento. Nel caso del « Bertoldo russo » si verifica un fenomeno abbastanza raro per cui la lettura di un testo comico d’origine occidentale, a priori non destinato alla « gente con il gusto raffinato », ha luogo simultaneamente sia nelle fasce basse che in quelle elitarie della società russa del Settecento. I diversi ceti sono accomunati da un atteggiamento ambiguo, in cui l’interesse verso questo testo si mescola a una certa riprovazione, dovuta alle peculiarità della mentalità ortodossa conservatrice. First published in 1606, Giulio Cesare Croce's novel Le sottilissime astuzie di Bertoldo was an immediate « best seller », circulating widely both within and beyond Italy. Detailed research on the different versions in different languages – Greek, Portuguese, Spanish, French, German, Romanian, English, Bulgarian etc. – has already been carried out, but sustained interest in the work's fate is in fact of recent date. The first handwritten translations, of which at least two are extant, were made in Russia during the 18th century. These texts, some of them unpublished, turned up again in the form of popular literature up to the end of the 18th century and even into the 19th. The « Russian Bertoldo » is associated with a rather rare phenomenon: a comic text, originating in the West, theoretically intended for people « of doubtful taste », spread simultaneously through both the popular and the elite cultures of 18th century Russia. The different social classes reacted in much the same way, and with similar ambivalence, since exposure to this particular text provoked quite severe disapproval, due to the particular mindset of conservative Russian Orthodoxy. </description>
      <pubDate>jeu., 02 févr. 2017 12:49:27 +0100</pubDate>
      <lastBuildDate>jeu., 20 avril 2017 10:53:07 +0200</lastBuildDate>
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