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    <title>Numero 11|2019</title>
    <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1245</link>
    <category domain="http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/71">Numéros</category>
    <language>fr</language>
    <pubDate>ven., 13 sept. 2019 13:07:28 +0200</pubDate>
    <lastBuildDate>mar., 28 nov. 2023 08:48:59 +0100</lastBuildDate>
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      <title>La coscienza critica: alcuni esempi del Novecento </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1247</link>
      <description>Vengono dati alcuni esempi di coscienza critica del ventesimo secolo. Ora la coscienza critica non può più avvalersi del passato per guardare al futuro e riflette sia la nascita della psicanalisi sia l’esperienza delle due guerre mondiali.  Some examples of the critical consciousness of the twentieth century are given. Now the critical consciousness can no longer use the past to look to the future and reflects both the birth of the psychoanalysis and the experience of the two world wars. </description>
      <pubDate>ven., 13 sept. 2019 13:11:57 +0200</pubDate>
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      <title>Fantastiche traduzioni </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1254</link>
      <description>Questo saggio intende contribuire alla conoscenza dello spazio culturale dei generi speculativi in Italia in ottica comparata, con particolare riguardo alle dinamiche traduttive, transculturali ed editoriali che hanno caratterizzato la penisola nel secondo Novecento. Dopo alcune notazioni generali sul contesto culturale italiano, il saggio presenta un caso di studio: la corrispondenza intercorsa negli anni Settanta tra Riccardo Valla – curatore delle collane dell’editore Nord – e l’autore statunitense Lyon Sprague de Camp. Eccezionale figura di traduttore e curatore editoriale, Valla si occupa della ricezione italiana di numerose opere di de Camp, dall’acquisizione dei diritti, alla collocazione nel catalogo Nord all’esecuzione o supervisione delle traduzioni. Questo caso di studio è un osservatorio privilegiato sulle attività della Nord – una casa che ha contribuito in modo cruciale all’approdo di fantascienza e fantastico nelle librerie italiane – e sul tavolo da lavoro di Riccardo Valla – intellettuale politecnico il cui lavoro culturale è esemplare dei ruoli multipli che il traduttore di letteratura speculativa viene spesso ad assumere.  This essay aims to shed new light on speculative genres in the Italian cultural context, devoting specific attention to translations and the transcultural editorial practices that characterized the publishing market in the peninsula during the second half of the Twentieth century. Preceded by some general remarks outlining tendencies and notable aspects as regards the Italian cultural context, the central part of the essay focuses on a case study: the correspondence between Riccardo Valla (Torino, 1942-2013) – editor in chief of the publishing house Nord – and US author Lyon Sprague de Camp (New York, 1907-2000) during the 1970s. Editorial consultant and curator, science fiction and fantasy refined connoisseur, and traducteur extraordinaire, Valla fostered the Italian reception of de Camp’s work, negotiating the translation rights acquisition of many novels, programming their placement in Nord’s catalogue, and authoring or supervising their translation. This case study is a vantage point from which to assess the activity of a publishing house that during the considered period had a pivotal role in bringing science fiction and fantasy to the Italian bookshelves. Furthermore, it brings us into the laboratory of an exceptional translator, highlighting its distinctive publishing and cultural agency. </description>
      <pubDate>mar., 14 janv. 2020 07:54:19 +0100</pubDate>
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      <title>L’amata, la patria, il milieu </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1293</link>
      <description>L’articolo si propone di indagare e analizzare i passi dell’opera poetica di Mario Scalesi (1892-1922) nei quali si fa riferimento all’Italia o alla cultura italiana. Si tratta di un tentativo di attraversare la pluralità culturale dell’identità di Scalesi (poeta italo-tunisino di lingua francese) su un piano propriamente testuale, attraverso l’esplorazione di tre prospettive tematiche: il desiderio per la donna, il sentimento di appartenenza alla patria e alle patrie, la rappresentazione del proprio ambiente sociale di origine.  The article offers a reading of selected passages of Mario Scalesi’s poetic works in which there are references to Italy or Italian culture. It’s an attempt to consider the cultural plurality of the identity of Scalesi (an Italian-Tunisian French-speaking poet) in a purely textual dimension, through the exploration of three thematic perspectives: the desire for the woman, the attachment to his country (to his countries), the representation of his social environment of origin. </description>
      <pubDate>ven., 27 mars 2020 08:57:17 +0100</pubDate>
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      <title>Le fonti poetiche italiane delle Sette canzoni di Gian Francesco Malipiero </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1282</link>
      <description>In questo articolo si prendono in esame le fonti poetiche da cui è stato tratto il testo letterario dell’opera di Gian Francesco Malipiero Le Sette canzoni. Grazie a una minuziosa ricerca si è risaliti ai libri che contenevano le poesie da cui il compositore ha selezionato i versi musicati. Si è quindi proceduto a uno scrupoloso confronto tra questi e la loro trascrizione nell’opera musicale. Lo studio parte dalla considerazione del fatto che Le Sette canzoni rappresentano la prima opera cantata composta dal compositore con un testo non creato all’occorrenza ma ricavato dalla poesia antica italiana per arrivare a una prima valutazione del rapporto tra la musica e i versi secondo il compositore.  In this article the poetic sources of the lyrics in the music drama Le sette canzoni by Gian Francesco Malipiero have been studied. Because of a very detailed research, the original texts from which Malipiero derived the poetry have been found out. An accurate comparison between these original verses and their transcription into the score of the opera has been made. The investigation starts from the fact that Le sette canzoni is the first work of Malipiero whose lyrics are part of the ancient Italian poetry and are not written by the author himself. In conclusion the first assessments of the relationship between the lyrics and the music in this Malipiero’s work have been established. </description>
      <pubDate>sam., 18 janv. 2020 11:24:11 +0100</pubDate>
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      <title>La crisi istituzionale e populista del governo giallo-verde (2018-2019) vista dal teatro contemporaneo italiano </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1348</link>
      <description>La crisi istituzionale e populista del governo giallo-verde (giugno 2018-settembre 2019) vista dal teatro contemporaneo italiano: un’analisi del governo Conte I con la descrizione di alcuni momenti ed eventi fondamentali, illustrato da contributi drammaturgici inediti di E. Aldrovandi, M. Bacchini, C. Boscaro e M. Di Stefano, T. Caspanello, T. Granata.  The populist and institutional crisis of the yellow-green government (Italy, June 2018-September 2019) through italian contemporary theatre: an analysis of the Conte I government period, with the description of the main events, illustrated by dramaturgical texts written by E. Aldrovandi, M. Bacchini, C. Boscaro e M. Di Stefano, T. Caspanello, T. Granata. </description>
      <pubDate>sam., 25 avril 2020 10:31:48 +0200</pubDate>
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      <title>Per chi suona la crisi? </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1396</link>
      <description>Nel panorama del teatro italiano di questi ultimi anni, gli spettacoli di Elvira Frosini e Daniele Timpano costituiscono un interessante caso di rinnovamento dei codici del teatro politico, prendendo le distanze dal fenomeno del teatro di narrazione. Attraverso una rapida analisi di quattro spettacoli, vedremo in che modo il concetto di crisi si sviluppa lungo alcune tematiche centrali nella riflessione dei due artisti : la Storia e la società contemporanea.  In the panorama of Italian theatre in recent years, the performances of Elvira Frosini and Daniele Timpano are an interesting case of renewal of the codes of political theatre, distancing themselves from the phenomenon of the teatro di narrazione. Through a rapid analysis of four plays, we will see how the concept of crisis develops along some centrals themes in the reflection of the two artists: History and contemporary society. </description>
      <pubDate>mer., 03 juin 2020 14:31:34 +0200</pubDate>
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      <title>Vecchiaia italiana vs sindrome italiana: le badanti, figure di una doppia crisi </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1412</link>
      <description>La figura della « badante » è ormai una presenza maggiore della società italiana. Conseguenza di una crisi sociale ed economica che si manifesta anche con un invecchiamento della popolazione, il mestiere di badante è all’origine di una nuova crisi. La sindrome italiana è il nome di una patologia nata dalla solitudine, l’allontanamento dalla famiglia e dal paese d’origine, la perdita di punti di riferimento. Il teatro italiano contemporaneo, attento ai cambiamenti della società, ha messo in scena questo fenomeno. Attraverso l’analisi della figura della badante, in alcune pièces di Serena Dandini, Lucia Calamaro e Tiziano Scarpa, si cercherà di mettere in evidenza come la scena si fa portavoce politica di un moderno problema sociale.  The figure of the “caregiver” is now a greater presence in Italian society. Consequence of a social and economic crisis that also manifests itself with an aging population, the job of carer is at the origin of a new crisis. The Italian syndrome is the name of a pathology born of loneliness, estrangement from family and country of origin, the loss of points of reference. Contemporary Italian theater, attentive to changes in society, has staged this phenomenon. Through the analysis of the figure of the caregiver, in some plays by Serena Dandini, Lucia Calamaro and Tiziano Scarpa, we will try to highlight how the scene becomes the political spokesperson for a modern social problem. </description>
      <pubDate>mar., 20 oct. 2020 17:07:55 +0200</pubDate>
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      <title>Che cosa vuol dire «selvaghesco»? Una nota a pié di pagina per Veronica Franco </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1744</link>
      <description>Il contributo prova a spiegare il significato del lemma selvaghesco, hapax utilizzato da Veronica Franco in un capitolo indirizzato a Maffio Venier, mettendone in luce il legame con la produzione parodica contro i pedanti e contro le prostitute che ruota in quegli anni attorno al nome di Gabriele Salvago. </description>
      <pubDate>jeu., 09 mars 2023 11:36:15 +0100</pubDate>
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      <title>Alterne fortune di « un Venetian molto ecelente! »: la critica d’età moderna sull’attività veneziana di Sebastiano del Piombo </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1752</link>
      <description>Sebastiano Luciani (1485-1547), detto del Piombo, non gode nella storia di una fortuna critica univoca, nonostante il valore oggi riconosciutogli. In particolare, l’articolo vuole seguirne l’attività veneziana, ovvero prima del trasferimento a Roma del 1511, attraverso lo sguardo della letteratura artistica di età moderna, dal Cinque al Settecento. Per tale fase, povera di documenti e testimonianze, l’analisi della critica antica, ancorata alle ante d’organo di S. Zaccaria e alla pala di S. Giovanni Crisostomo, permette infatti di scorgere filoni tematici e interpretativi durevoli, a partire dalla dipendenza da Giorgione, di cui fu probabilmente allievo, e di ripercorrerne la storia.  Face à l’importance qu’on lui reconnaît aujourd’hui, Sebastiano Luciani (1485-1547), dit del Piombo, ne jouit pas d’un succès critique constant dans l’histoire. En particulier, devant le manque de n’importe quelle documentation, l’article veut en suivre l’activité vénitienne, avant son départ pour Rome en 1511, à travers les yeux de la littérature artistique du XVI au XVIII siècle. En fait, le développement de la critique ancienne permet d’apercevoir des thèmes et des interprétation durables, comme sa dépendance stylistique de l’œuvre de Giorgione – son probable maitre –, et d’en parcourir l’histoire. </description>
      <pubDate>jeu., 09 mars 2023 11:36:46 +0100</pubDate>
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      <title>Traduire Venise. Une nouvelle écoute du soi d’une ville traduite et à traduire </title>
      <link>http://interfas.univ-tlse2.fr/lineaeditoriale/1754</link>
      <pubDate>jeu., 09 mars 2023 11:36:55 +0100</pubDate>
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